venerdì, 24 agosto 2007,07:56

Ciao tutti,

 

eccomi ributtare giù poche righe dopo questa estate che sembra stia chiudendo le porte, o per lo meno a Verona da giorni il tempo è bruttarello .

Spero che abbiate passato delle belle vacanze, rilassanti, e momenti preziosi con chi amate, gli amici, le persone care .

Per quanto mi riguarda, le mie vacanze sono state discrete..un po’ di mare, nuotate in piscina e qualche bella serata a degustare .

Due dritte, dovrò parlare di vino o no!!!

Se vi capita di sorseggiare un buon “Lugana”, ottimo e non troppo costoso il “Santa Cristina”, provatelo con una crostata, si la torta .

Se riuscite da averla di albicocca sentirete, alla degustazione, delle note davvero particolari..alla morbida dolcezza del sapore di albicocca appena matura, all’autorevole struttura che invece può avere un rosso con grande sapidità .

I vini Lugana vengono prodotti in tre tipologie: Lugana, Lugana Superiore, affinato almeno un anno e Lugana Spumante, ottenuto con metodo Classico o Charmant. E’ strabiliante come questi vini riescano ad essere fruibili in ogni situazione...stuzzicanti come aperitivi, pregevoli sugli antipasti all’italiana e destinati a matrimonio d’amore con il pesce di lago, abbinati a pietanze eleganti e delicate di ogni genere, dai formaggi dolci agli insaccati.

Ma sembra che anche con il dolce…

Un abbraccio

M

p.s. grazie dei bei complimenti, fanno bene all’anima .


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venerdì, 22 giugno 2007,13:59

Yoga e vino..

 

Sotto consiglio di una cara amica blogger ho deciso di pubblicare questo post raccontandoVi un poco più di me, o meglio di quelle che sono le mie passioni oltre ai vini .

Da tempo pratico lo yoga, per chi non lo sapesse trattasi di una disciplina che trova le sue radici in India che combina la meditazione ad esercizi e pratiche fisiche in cui lo stretching è fondamentale .

Infatti eseguendo le “ashena”, posizioni specifiche da effettuarsi sia in posizione orrizontale che verticale, si può avere un enorme beneficio fisico e psichico .

Agli esercizi, si può abbinare inoltre, lo si fa in modo particolare durante la meditazione, il pranahiama, respirazione diaframmatici, e la pronuncia di “mantra” in lingua Indù o in sanscrito .

Ebbene voi lo sapevate che si trovano in commercio anche vini da meditazione?..

Il vino da meditazione, può essere secco o dolce, ha la caratteristica di poter essere sorseggiato senza la necessità di un abbinamento specifico ma solamente per lasciarsi trasportare dalle emozioni che ci può offrire, dettate dal sapore, dal bouquet e..beh..anche dal grado alcolico se vogliamo .

I più noti vini da meditazione sono il vino porto ed il marsala ma, ultimamente, grande successo sta riscuotendo il Rosso di Montepulciano per le sue caratteristiche organolettiche dettate dal lungo invecchiamento(solo se parliamo di un “riserva” naturalmente) .

Vi lascio con questa dedica…che possa arrivarvi al cuore…

 

 GURUR BRAHMA,
GURUR VISHNU,
GURUR DEVO MAHESHWARAH
GURUR SAAKSHAAT PARA-BRAHMA,
TASMAI SHRI GURUVE NAMAH.

 


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venerdì, 15 giugno 2007,13:24

Ciao a Tutti,

 

mi scuso, per i pochi che mi leggono, per questa mia momentanea assenza dovuta ad impegni lavorativi che mi hanno visto un po’ qua ed un po’ la .

Non ho quindi avuto modo di buttar giù il prossimo post che dedicherò…lo vedrete..lo vedrete..!!!

Intanto vedeteVi questo report riguardante i vini Italiani ritenuti tra i più prestigiosi al mondo .

 

Tra i migliori vini del mondo i nostri figli, come qualsiasi appassionato vorrebbe chiamarli, sono rappresentati da: Nobile di Montepulciano Riserva Bossona 1999, Dei (Toscana); Il Rogito 2003, Cantine del Notaio (Basilicata); Rosso del Ticino 2003, Castello Luigi (Canton Ticino); Moscato Shams 2003, Ajello (Sicilia); Rosso Conero Ankon 2003, Moroder (Marche); Valtellina Superiore Prestigio 2001, Triacca (Lomardia); Valtellina Superiore Rocce Rosse Riserva 1996, Pellizzatti Perego (Lombardia); Alto Adige Moscato Giallo 2003, Tenuta Manicor (Trentino); Langhe Freisa Santa Rosalia 2003, Brezza (Piemonte).

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giovedì, 07 giugno 2007,09:04
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La lettura dell’etichetta…

 

Legg ere l’etichetta di un vino, a volte, può sembrare alquanto complesso ma io voglio invece semplificarVi le cose elecandoVi quelle che sono le caratteristiche principali da considerare, oltre al nome del vino ed al suo produttore .

 

  1. La denominazione: normalmente sulla capsula sotto il tappo, quella pellicola di materiale metallico che togliete per stappare la bottiglia, che può definirsi in : IGT, DOC,DOCG

 

IGT= indicazione geografica tipica normalmente per i rossi semplici,da tavola per capirci,

di qualità inferiore

DOC= Denominazione d’origine controllata, sulla stragrande maggioranza delle bottiglie di vini di qualità, quindi il marchio d’origine che determina e delimita il vitigno con cui il vino è stato prodotto .

DOCG: in questo caso il vino in questione s’intende pregiato, origine controllata e garantita, e può vantarsi di questa “denominazione” solo dopo esser stato per 5 anni un DOC ed esser stato sottoposto ad apposite analisi che ne certifichino il passaggio .

 

Vi sono poi i VQPRD ma ne parleremo successivamente .

 

  1. annata: l’annata è normalmente riportata sul basso collo bottiglia o sull’etichetta e si riferisce all’anno di vendemmia o di imbottigliamento, spesso più alla prima .

In alcuni casi può essere accompagnata dalla dicitura “riserva” cioè s’intende che la bottiglia fa parte di una riserva del produttore bottiglie (talvolta esse sono numerate una ad una) .

 

  1. Gradazione alcolica: spesso a sinistra dell’etichetta, talvolta anche sulla seconda etichetta, si determina così il grado alcolico del vino (spesso viene segnata anche la presenza di solfiti a conoscenza di soggetti allergici)

 

  1. Temperature: spesso segnate sulla seconda etichetta presente, presenti quella di     mantenimento e di servizio .

 

  1. Caratteristiche organolettiche: una sommaria descrizione del vino riferita a sapore ed odore alla degustazione al bicchiere o accompagnata da pasti caldi o freddi (facoltativa) .

 

Poche nozioni per conoscere il vino che a breve Vi stupirà .

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lunedì, 04 giugno 2007,13:54
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Winery                           Fresh White






Perchè no?...inviate anche Voi le Vostre foto con.."IL CALICE TRA LE MANI"..le pubblicherò volentieri in questa rubrica che, spero, abbia la "denominazione" giusta!..
un abbraccio
M
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giovedì, 31 maggio 2007,09:15
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La “tenuta” delle bottiglie                                                                  i miei vini...

 Avrete sicuramente dei vini in casa…

Chi li tiene nella classica vetrinetta del salotto, chi nella cantinetta in legno sopra il frigorifero, chi nel “portabottiglie appendimuro” .

Insomma l’attrezzatura per tenere i vini è molteplice e, oramai, la si trova anche nei supermercati .

Però..c’è un però..

Quando si parla di vini, soprattutto di vini rossi, io sono dell’idea che si debba non solo parlare di “tenere” ma anche di “mantenere” , due cose ben distinte .

Credetemi se parliamo di tenuta dei vini io ne ho viste di diversi tipi, cantinetta in legno, in metallo, bottiglia in verticale, bottiglia in obliquo .

Ne concerne quindi che anche appoggiare semplicemente la bottiglia su di uno scaffale può bastare .

Continuiamo con i però…

Mantenere…

Mantenere un vino deve avere assolutamente alcuni piccoli accorgimenti .

Che si voglia tenere in cantina e mantenerlo per la bevuta, sia rossi che bianchi, ecco cosa dovete fare:

 

Vini rossi: evitate di tenerli in casa, la cantina va più che bene per due buoni motivi…è più fresca, certi vini se guardate l’etichetta dichiarano le temperature di servizio e conservazione, la maggior parte dei rossi tra i 14° ed i 18°, ed è meno illuminata, sapete che la luce per i vini rossi è deleteria(un giorno vi spiego perché) .

 
Vini Bianchi : qui la cosa si complica un poco perché vi sono dei vini che possono tranquillamente essere anche tenuti in casa, spumanti e champagne,per essere, prima di venir serviti, messi in frigo e quindi rinfrescati alla corretta temperatura di servizio .

Anche qui, comunque, un accorgimento…che sia il luogo più fresco e ventilato di casa e con poca luce .

 

Altri vini bianchi invece, vini bianchi secchi, bianchi dolci e rosati, vanno mantenuti in cantina, meglio se coricati dal basso verso l’alto; la stessa temperatura di conservazione dei rossi andrà abbastanza bene .

In entrambe i casi fate però attenzione all’effetto umidità che, anche in cantina, non deve superare il 60%        .

Evitate quindi anche un ambiente troppo secco perché il tappo potrebbe asciugarsi e compromettere la bottiglia .

Nel caso in cui abbiate questo problema usate questo semplice sistema: un paio di cassette in legno con della sabbia che andrà inumidita una volta al giorno .

 

Piccoli consigli per chi vuole che i propri vini diano il massimo…o quasi.. .

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venerdì, 25 maggio 2007,10:48
 
 
bian
 
L’estate è alle porte ed indubbiamente il caldo si sta già facendo sentire .
La stagione in questione, a mio modesto parere, a differenza di quanto si può pensare, si presta tranquillamente a ottime “degustazioni” e a simpatici abbinamenti .
Ritengo infatti che l’estate si combini molto ad unioni cibo e vino particolari .
Vi porto un esempio…insalate..questa è davvero particolare e si può gustare con un ottimo vino bianco, mi vien da pensare anche ad un “Soave”, consiglio un Pieropan .
Prendete una pera e tagliatela a cubetti, ed adagiatela su dell’invidia riccia ma ancora meglio su del crescione, abbinate, se lo desiderate, appena un ciuffetto di coriandolo .
Poi prendete una bella manciata di noci Italiane, se volete fatele prima saltare per 60 secondi su una padella moderatamente calda, e unite .
Un paio di cucchiai di olio extra vergine d’oliva, consiglio assolutamente un olio del Salento ma anche un buon Toscano, tipo il Tenuta Gropina, si presta ottimamente da abbinare ad una spruzzatina, giusto mezzo, di limone di Sicilia .
Una manciata di sale e pepe nero qb.e, la morte sua, una manciata di Parmigiano Reggiano, ottimo l’invecchiato 16 mesi, o anche del Pecorino .
Provate…e..eccoVi un meraviglioso abbinamento per contrastare il caldo sorseggiando un buon calice di vino .
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martedì, 15 maggio 2007,09:38

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                                                                                                                                                    FMP...From my phone..

 Parlavo qualche giorno fa con una persona la quale mi spiegava quanto conta, secondo Lei, una certa informalità quando si degusta del buon vino .

Mi diceva quanto, invece, chi beve vino deve per forza ostentare conoscenze, metodi...insomma comportarsi un pò da sommelier..anche se non lo si è .

Fuori dai locali, i winebar, orde di "sommellier" girano il bicchiere, odorano, degustano...ma cosa girano, odorano, degustano?...

Effettivamente li ho visti anche io...chi gira del Moscato alle 5 del pomeriggio con il bicchiere da una parte e un bombolone dall'altra, chi odora del Prosecco con il bicchiere da una parte e con un cubetto di mortadella dall'altra...

Molti lo fanno anche per conquistare le donne..lo sapete?

Personalmente non mi sono mai atteggiato tale...

Spesso i miei amici, se siamo in gruppo, fanno notare.."noi abbiamo il sommelier", "dai Max spiegaci.."..insomma mi fanno passare per l'esperto che in realtà sono ..in parte..!

Devo dire che un pò mi infastidisce anche se poi, ironicamente, mi ci presto..ma non ostento...mai..

Quindi direi..vada per una simpatica "imitazione" del sommelier ma ostentarne il ruolo....DOOOWN!!!!

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venerdì, 04 maggio 2007,13:16

Romano

Romano Dal Forno
 
Quanto si può dire di questo grande uomo?...
Si sono spese molte parole, tante..forse troppe .
Ma per chi ha avuto la fortuna di conoscere Romano, io l’ho avuta qualche mese fa, scoprirà quanto questo “winemaker” d’eccellenza sia prima di tutto una persona semplice, “un contadino che lavora la terra” come lui dice, oltre che un acuto ed eccellente imprenditore del vino .
Vi stupirete forse perché non voglio parlare del suo vino, anche di questo è già stato detto di tutto e di più, ma di lui, della sua passione per il suo lavoro, della sua saggia ed acuta intelligenza .
Nelle belle conversazioni avute con lui, ed anche con i suoi simpatici ed appassionati figli, ho carpito più di un messaggio ed ho capito alcune cose che, forse, mi erano sconosciute .
Ho potuto comprendere quanto sia difficile ed arduo fare vino, i sacrifici fisici, psicologici ed economici quali certi produttori devono sostenere .
Ho appreso come per produrre un “vero vino di prestigio” sia normale combinare le incertezze con le certezze, i rischi con le sicurezze .
Ho confermato una mia supposizione…mai copiare i concorrenti ma monitorarli continuamente…
Ho apprezzato saggi consigli…per parlare di vino, è sempre meglio saperne o dir quel poco che si sa…mai andare oltre, mai esagerare .
Ed ho capito...ho capito che uno dei vini più noti al mondo è prodotto anzitutto da un uomo, l’azienda viene dopo…
Con Romano Dal Forno viene prima il dialogo, un parlare amichevole fatto di preziosi suggerimenti di vita…il vino conta, ma è secondario…
 
Insomma la famiglia Dal Forno mi ha lasciato piacevolmente colpito …
Grazie Romano per avermi parlato di vino con la sapienza di un padre e la simpatia di un caro amico .
by MaxWinery | categoria:amarone, romano dal forno | Link | commenti (popup) | commenti
giovedì, 26 aprile 2007,09:24
Buondì a tutti Signori .
 
Spero che abbiate passato un buon 25 aprile .
Oggi vorrei stabilire con Voi che mi leggete, spero che ci sia qualcuno suvvia, una sorta di primo contatto postando una sorta di breve questionario .
Non è nulla di complesso o di incomprensibile, solo poche domande che solleticano la mia curiosità.
 
  1. Vino bianco o vino rosso?
  2. bicchiere di vetro o calice di cristallo?
  3. Amarone o Valpolicella?
  4. vino a pranzo o vino a cena?
  5. bicchiere pieno o solo due dita?
 
Grazie delle Vostre risposte..
MTWL
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